Hotel&ARTE

“Non puoi percorre la via se non sei diventato la via stessa”. Chatwin cita nelle “Vie del Canto” un detto di Gautama Buddha. Nel libro si ricorda anche che nell’Islam, soprattutto tra gli ordini sufici, la pratica del siyahat-l’atto o ritmo del camminare, era usata per sciogliere i legami con il mondo e consentire agli uomini di perdersi in Dio.

Un albergo è un luogo in cui il viandante soggiorna per qualche tempo nel suo peregrinare. Non è un luogo asettico, ma bensì parte integrante del viaggio. Un luogo che deve stimolare idee, sensazioni, riflessioni. Una casa che deve rispecchiare la città in cui si trova, con la sua cultura, la famiglia che l’ha creata, ma anche le storie dei viaggiatori che la popolano.

L’hotel è uno spazio in cui si deve poter dormire, fare colazione, lavorare, ma soprattutto pensare. È bello potersi girare e trovare un libro, un fumetto o una rivista. Potere sorseggiare un autentico caffè napoletano o un prosecco artigianale. Ogni spazio comune, ogni stanza deve essere accogliente, contenere oggetti inusuali che abbiano una storia. Mobili d’antiquariato, quadri comprati negli anni nei mercati antiquari di Milano, che facciano parte della storia della città, di chi ha pensato l’hotel o a quella degli ospiti che vi sono passati.

Sempre seguendo la filosofia che un hotel non è un semplice luogo in cui pernottare, ma un luogo in cui pensare, uno spazio che abbia un’anima sua, da qualche anno abbiamo incominciato a esporre opere d’arte contemporanee negli spazi comuni.

Nella hall si può vedere l’opera Overground-Underground dell’artista Mariangela Levita, che ha una carriera internazionale ventennale e che ha realizzato molte installazioni importanti. L’opera definisce quello che l’artista ritiene sia il percorso che accomuna tutti quegli artisti che in maniera over e under - sopra e sotto, hanno contribuito a rendere universale il linguaggio visivo dell’Arte.

Nei corridoi si trovano moltissime opere di street art degli artisti iraniani Nafir, Frz e Khamoosh, che fanno parte del collettivo East Street Art, che opera a Teheran. Gli artisti hanno all’attivo opere e mostre in gallerie, oltre che in Iran, in molti paesi europei e orientali. Davide Cerullo, fotografo cresciuto alle Vele di Scampia, espone una sua fotografia esposta alla galleria Gallimard di Parigi, durante una personale dell’artista. La fotografia fa parte del libro “Visages de Scampia, les justes de Gomorra”, con fotografie di Davide Cerullo e testi del famoso poeta francese, Christian Bobin, dello scrittore Erri De Luca e del padre della street art francese, Ernest Pignon-Ernest. Il libro è stato pubblicato da Gallimard. Tra la sala delle colazioni e il salotto si trova l’opera di Caroline Peyron artista francese che ha tenuto molte mostre in Italia. Sempre negli spazi comuni sono esposte l’opera dell’artista toscano, Edoardo Figara e degli Iron Angels di Scampia.

http://www.succedeoggi.it/2015/09/la-pittura-sensoriale/

https://mariangelalevita.com/

http://www.succedeoggi.it/2018/08/le-anime-di-scampia/

http://www.facemagazine.it/napoli-abbraccia-la-street-art-iraniana/

http://www.facemagazine.it/la-street-art-iraniana-teheran-napoli-milano-2/

http://www.facemagazine.it/mille-volti-ponticelli-emergency-street-art-la-periferia-napoletana-cambia-pelle/

http://www.succedeoggi.it/2018/10/larte-quantistica-di-caroline-peyron/

http://www.ironangels.it/




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